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Ufficio Stampa

"Siamo nel 2019 e onestamente non comprendiamo il clamore relativo a un Congresso della famiglia così come non comprendiamo che vi siano ancora polemiche per il Gay Pride.Per noi le scelte degli individui non sono temi d’interesse pubblico.Le battaglie liberali di questi anni ed i relativi risultati non saranno certo vanificate da un Congresso privato che non può spaventare nessuno, ma che comunque non merita per alcun motivo il patrocinio da parte delle Istituzioni. Per questo riteniamo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia fatto bene a ritirare il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri inizialmente concesso al Congresso e che anche le altre Istituzioni patrocinanti dovrebbero seguire il suo esempio.Nel merito, pur tutelando il diritto alla libera manifestazione del pensiero, non possiamo non stigmatizzare come leggendo le dichiarazioni di alcuni relatori del Congresso di Verona paia di regredire di 50 anni, quando Milton Friedman, a cui il nostro istituto s’ispira dovette dire: “non posso credere vi sia alcuna discriminazione nei confronti dei gay”. Non solo quei diritti non dovrebbero essere messi in discussione, ma nemmeno il ruolo sociale che la donna intenda avere dovrebbe essere oggetto di discussione. Da questo punto di vista ci auguriamo pertanto che i contenuti del Congresso possano essere differenti da quelli ipotizzati fino ad oggi, perché non ci possiamo più permettere di parlare un linguaggio che offende gli altri, ormai sorpassato dalla conquista dei diritti individuali. Tutta questa guerra di religione è persino difficile da comprendere per chi come noi ha una sola “religione”: la libertà” - Cosi Alessandro BERTOLDI, Direttore esecutivo dell'Istituto Milton Friedman commentando le notizie di questi giorni sul Congresso della Famiglia di Verona.

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