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Gabriele Giovannetti

Anche quest’anno siamo arrivati al dibattito sulla manovra finanziaria. Una manovra , quella 2018 che pare in linea di continuità con le precedenti. Sono previsti aggiustamenti limitati e una serie di bonus e incentivi a determinate categorie o opere che nel complesso non avranno un’incidenza particolarmente significativa nella vita delle persone.
La campagna elettorale alle porte costringe da un lato il Governo a tenere la propria proposta al minimo, il più possibile blindata da correttivi, e dall’altro le forze politiche a cercare di tirare il quanto più possibile l'acqua al proprio mulino, in modo da avere un lancio adeguato verso le elezioni politiche 2018.
Quello su cui però voglio portare l’attenzione è l’assoluta e completa carenza, ancora una volta, di un serio e massiccio intervento di riduzione dell’imposizione fiscale. Pur apprezzando gli sforzi messi in atto dal governo per cercare di mettere al riparo la lieve crescita degli ultimi anni e garantire una chiusura ordinata della legislatura, non si può non rammaricarsi che ancora una volta manca il coraggio di intervenire radicalmente cercando di sovvertire un sistema che ci ha portato ad avere una pressione fiscale di quasi il 50%.
Aldilà dei proclami bipartisan che tutto l’anno provengono da quasi tutte le forze politiche contro una pressione fiscale che ha raggiunto livelli ormai inaccettabili, alla prova dei fatti pare del tutto assente una concreta iniziativa legislativa in tal senso.
Fino a quando non si riuscirà a rivedere tutto il sistema di tassazione rinunciando pure a qualche servizio in virtù di un ridimensionamento del peso dello Stato, non si potrà, a mio avviso, consolidare una crescita economica veramente strutturale e significativa.
L’Italia, più di altri Stati e in diverse occasioni, si è rivelata inadeguata nella gestione efficiente dei conti pubblici creando buchi neri in cui i soldi dei contribuenti vengono assorbiti senza che da essi derivi un reale benessere per i cittadini.
Non è forse giunto il momento di provare un sistema diverso? Io credo di sì. Continuare su questa strada non potrà mai permettere al nostro Paese di crescere portandoci al massimo alla stagnazione. È quanto mai necessario dunque aprire uno spazio più ampio ai privati rimettendo soldi nelle tasche dei cittadini e lasciandoli liberi di scegliere come destinare il proprio denaro in un sistema maggiormente aperto e competitivo.
Quando si avrà il coraggio di tentare una nuova via, una via diversa, sono sicuro che i benefici per le persone e per il Paese saranno nettamente superiori alle difficoltà iniziali di adattamento.
Non si può avere la certezza che la via nuova sia migliore della via vecchia, ma almeno non si potrà dire di non averci provato.
Quello che è certo è che se questa manovra verrà approvata così come è, avremmo perso un altro anno e un’altra occasione per dare una svolta al nostro Paese.

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