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Coronavirus, Lettera all’Istituto: come vincere la malattia e rilanciare l’Italia

Coronavirus, Lettera all’Istituto: come vincere la malattia e rilanciare l’Italia

Spettabile Istituto Friedman,

Ci serve ancora una volta il Vostro impegno.

Sono Massimiliano Rubin, un ragazzo di 27 anni, manager, studente di economia, ma soprattutto vincitore contro il linfoma per 2 volte. Oggi scrivo dalla sezione trapianti del reparto di Ematologia di Padova, dove ho recentemente effettuato un autotrapianto di cellule staminali per consolidare la mia definitiva guarigione. Attraverso la televisione vedo un’Italia messa in ginocchio da un virus, un’Italia caduta nella trappola della paura dell’ignoto, un’Italia nel panico. Io sento di poter dire che una malattia non si sconfigge con la paura, una malattia si sconfigge con la grinta, con la determinazione, con la consapevolezza che la ragione e la scienza, oltre che il buon senso e la civiltà sono le armi che ci condurranno alla vittoria.

Ad oggi il virus è presente in 65 diversi paesi del mondo. Ciò significa che tutto il mondo dovrà imparare a conviverci e dovrà attivarsi per contenerlo con intelligenza. Gli italiani non sono untori. Bensì gli italiani per primi si sono attivati nella ricerca del Covid-19 con 23345 tamponi, individuando 2036 casi positivi. Nessun altro Paese europeo ha fatto un lavoro così approfondito. Nessun altro Paese europeo ha attivato processi di ricerca terapeutica con la stessa prontezza e intensità. L’italia rappresenta un’eccellenza globale in termini di sanità, e quindi motivo di grande fiducia e sicurezza per un possibile affetto da coronavirus. Il tasso di mortalità del virus, inoltre, è molto basso e di coronavirus si guarisce.

Dunque perché aver paura? Perché numerose Nazioni nel mondo stanno sconsigliando o addirittura vietando viaggi da e per l’Italia? La Francia ha chiuso il Louvre, ha chiuso i principali luoghi di aggregazione, sta avendo una crescita vertiginosa del focolaio nazionale, eppure nessuna compagnia aerea cancella i voli per Parigi.

Personalmente non so se il perché sia dovuto ad una cattiva comunicazione da parte dei media nazionali, non so se il nostro Governo abbia trasferito sia internamente che esternamente al Paese un messaggio troppo allarmista, o magari abbia fatto percepire una mancanza di controllo della situazione. Ma non credo sia questo il punto sul quale soffermarsi.

In queste ultime settimane il settore del turismo, 13% del PIL nazionale, sta subendo un calo di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019 superiore al 90%. Credo che sia proprio questo il punto. Non possiamo permettercelo.

È il momento per l’Italia e gli italiani di unire le forze, senza paura. È il momento per la politica di agire con concretezza e immediatezza.

Considerando la conclamata crisi, il nostro potere contrattuale nel chiedere supporto e margine di manovra all’Europa non deve essere messo in discussione.

Ritengo vada predisposto un grande piano Marshall che preveda non solo il sostegno alle aziende in difficoltà, con sgravi fiscali, cassa integrazione e posticipazione dei mutui; ma soprattutto un piano di crescita senza precedenti: agevolando l’accesso al credito, detassando gli investimenti, favorendo le assunzioni riducendo drasticamente il cuneo fiscale, una flat tax per le aziende che alleggerisca burocrazia e dia la forza per poter crescere al nostro tessuto imprenditoriale, procedure speciali per lo sblocco dei cantieri in tutta Italia.
Il lavoro e i lavoratori devono avere la priorità.
Una task force di esperti di comunicazione per riaffermare l’immagine del Bel paese in tutto il Pianeta attraverso ogni mezzo di comunicazione, specialmente i social network. Tutti vorranno venire in Italia, ancor più di prima. Una grande opportunità per ridare vita ad un’azienda come Alitalia, che deve approfittare del buco di mercato lasciato dai competitor per rilanciare sè stessa e il turismo italiano.

Come per me la mia malattia ha rappresentato un motivo per rinascere più forte di prima, con una nuova consapevolezza del valore meraviglioso della vita, questo coronavirus deve potersi trasformare nella più grande delle opportunità per il nostro Paese per ritrovarsi più forte e più vivo che mai.

Non dimentichiamoci mai che viviamo nel territorio più bello del mondo. Vinciamo tutti insieme questa avvincente sfida!

RingraziandoVi per l’attenzione.

Molto cordialmente,

Massimiliano Rubin

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